Effetti collaterali di #FuoriSalone 2014: ma quant’è bella Milano?

Il sospetto che la ciabattinasx fosse un’entusiasta di Milano l’avevate già avuto, quando avevo scritto della mostra di Arnaldo Chierichetti e di come questa città sia per me una costante sorpresa di rinascita dalle sue stesse distruzioni.  Ne avevano poi discusso il nostro erreerrearchitetto e alcuni lettori.

fuorisalone logofuorisalone mappa

Ora il #fuorisalone mi ha offerto l’occasione di andare in giro per zone nelle quali o non ero mai capitata o ero capitata con il tipo passo militaresco di chi è in varie faccende affaccendato e non ha tempo da perdere a guardarsi in giro. Grazie al Salone del Mobile e al fuori salone, sono andata in giro soltanto guardandomi in giro.

L’aria mite di questo aprile particolarmente dolce ha certo contribuito alla voglia di passeggiare. Ma è stata soprattutto la sorpresa di com’è davvero quello che abbiamo sempre sotto il naso a piacermi. E’ stata soprattutto Milano a piacermi.

fuorisalone 5 vie

Quest’anno si è aggiunta una nuova zona a quelle classiche del fuori salone, chiamata le 5 vie, e sono quelle piccole strade tortuose dietro via Torino e dietro la Borsa, strade molto strette, con qualche antiquario, qualche ristorante, molti uffici e credo molte abitazioni.

fuorisalone mappa 5 vie

fuorisalone 5 vie foto

Ieri sera non hanno aperto solo i negozi e gli studi, di arte e design. Hanno aperto soprattutto i cortili. Non quei cortili ricchi e imponenti, dei palazzoni della Milano ricca e segreta ma sotto sotto orgogliosa delle sue ricchezze, ma cortili in origine poveri, di case popolari (a giudicare dall’altezza dei soffitti, ma il nostro architetto magari approfondirà), di artigiani, con laboratori e piccole botteghe. Ora le case avranno prezzi astronomici e le botteghe sono piuttosto delle boutique, ma l’insieme è stato conservato con garbo e rispetto, e davvero si sente di entrare nel cortile di una casa, di doverci camminare quasi in punta di piedi. Ci sono piante in vaso e non alberi. Portoncini e non portoni. Un senso di familiarità. In uno di questi cortili tre musicisti suonavano e un paio di coppie ballavano; come se fossero ad una festa di amici. In un altro Gnam Box era ancora lì, dopo aver fatto la colazione del mattino e pronto a rifarla al mattino dopo. I tappeti di Alberto Levi facevano venir voglia di sdraiarsi sulle pareti.

fuorisalone gnam

E poi, siccome Milano l’è un grand Milan e c’è posto per tutti, in piazza della Borsa trionfava il trash-chic: tutti a ballare Tropicana sotto il dito di Cattelan, o a comprare le saponette morsicate di Seletti, o a bere DiSaronnoSour, tranne me che grazie, preferisco di no.

Prima, con l’amica Laura che di salone e fuori salone non se ne fa mancare uno e quindi fa anche confronti fra designer e anni diversi, avevamo esplorato la zona di via San Gregorio, dove la folla davanti a Leclettico per un evento Wallpaper a inviti “strictly personal” rendeva impossibile agli abitanti di rientrare a casa loro; quella di via Maiocchi, che è piena di locali uno più carino dell’altro e fioriva di installazioni fredde e calde e pure ciclabili.

E ancora c’è molto da vedere.

fuorisalone folla

Ma vi voglio ancora dire due cose che mi sono piaciute (sono un’inguaribile entusiasta, lo so, ma tenetemi buona perchè di questi tempi sono merce rara):

1) La gente. Che fossero italiani o stranieri, erano interessanti. Capelli, scarpe, abbigliamenti. Così vari, così diversi.

2) La fisicità. Si blatera tanto sul fatto che con internet e i social media la gente si incontra virtualmente e non di persona. O sul fatto che stiamo perdendo la capacità di lavorare manualmente. Balle. Il lavoro del designer, soprattutto dei piccoli e medio piccoli che espongono al fuorisalone, è proprio bello manuale. E ditelo alle folle che sono in giro per la città in questi giorni, che i loro incontri sono virtuali! No, nè internet nè i social media hanno intaccato il bisogno tutto umano di vedersi e starsi vicini e parlarsi. Anzi, l’hanno amplificato. Come hanno amplificato la possibilità di realizzare qualcosa e di farlo conoscere potenzialmente a tutti. Se vi sembra poco…

ciabattinasx si rilassa dopo #fuorisalone

ciabattinasx si rilassa dopo #fuorisalone

 

 

 

 

 

 

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3 thoughts on “Effetti collaterali di #FuoriSalone 2014: ma quant’è bella Milano?

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