Il privilegio di incontrare un grande libro. E un grande scrittore

Già incontrare un grande libro è un privilegio. Sapete, uno di quei libri che non soltanto vi piacciono, ma di cui percepite che c’è qualcosa che va al di là della storia, al di là della scrittura, qualcosa che appunto fa pensare alla grandezza. Che vi verrebbe da dire questo rimarrà, questo lo leggeranno tra cento anni. Il libro è Ci rivediamo lassù di Pierre Lemaitre.

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E ieri ho avuto un privilegio in più. Ho potuto assistere all’incontro dell’autore con alcuni blogger: Critica Letteraria, Finzioni, Libreriamo, Sul romanzo, Tazzina di caffè. L’incontro è stato bellissimo, e io avevo intenzione di stare solo ad ascoltare. Poi ho sentito una frase che è stata come una sferzata: il libro è 600 pagine di cose impossibili.

Mi sono ritrovata a prendere appunti, a segnare le cose che Lemaitre diceva, e a desiderare di scrivere anch’io un post, semplicemente per raccontare e condividere la bellezza di quel momento.

Pierre Lemaitre e i blogger

Pierre Lemaitre e i blogger

Il libro è 600 pagine di cose impossibili. Per questo lo scrittore è un illusionista. E la più grande illusione è che il narratore stia raccontando la storia personalmente al lettore. Ho trovato quest’ultima frase illuminante su quello che è un libro e su quello che è leggere. Ma nello stesso tempo piena di calore e di semplicità.

un bel ritratto di Pierre Lemaitre

un bel ritratto di Pierre Lemaitre

Lemaitre ha proseguito, instancabilmente rispondendo alle domande dei blogger, lettori attentissimi e puntigliosi, analitici e profondi, sottolineando che non c’è l’ispirazione, che sembra cada dal cielo così a caso, ma il lavoro di costruzione dei personaggi e delle storie. Che il talento e le idee non bastano, scrivere richiede una tecnica. Che i personaggi sono degli strumenti per quello che il narratore vuole raccontare. Che lo scopo di un libro, e della letteratura, è farci capire il mondo che ci circonda attraverso i sentimenti e gli affetti, unico modo per comprendere quello a cui il sapere e il cervello non arrivano. Che a finire un libro, per uno scrittore (ma anche per un lettore, aggiungerei io), ci si sente come dopo un parto. Che può essere molto doloroso. E che per questo lui i suoi personaggi li accompagna fino alla fine, all’uscita di scena.

Lemaitre e l'interprete

Lemaitre e l’interprete

Tutto questo Lemaitre lo racconta sorridendo, in un francese limpido e scandito, con la convinzione di chi parla di cose che ha meditato e distillato, e con la leggerezza di chi quelle cose le ha pensate e vissute, sono sue e nessuno gliele potrebbe portare via.

Come tutti i grandi, non ha bisogno di vantarsi.

Ci rivediamo lassù ha vinto il premio Goncourt l’anno scorso. Buona lettura e buon sabato!

3 thoughts on “Il privilegio di incontrare un grande libro. E un grande scrittore

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