C’erano una volta

C’erano una volta le descrizioni. Di una persona, di un paesaggio, di un vestito. E di se stessi.

Ora ci sono i selfie. Ci ha raccontato ieri la ciabattinadx l’evoluzione dall’autoscatto al selfie. E poi la sera ha postato su FB il link una foto del Corriere.it, che mostrava il selfie di nientepopodimenoche Franca Sozzani e Anna Wintour. Rigidine come loro solito, certo. Non è che il selfie ti fa diventare quello che non sei. Tanto è vero che i selfie della moda, e delle modelle, sono tutti bellissimi, con la luce giusta, l’espressione intensa, l’inquadratura precisa.

il selfie di Christie Turlington, una delle più belle di sempre

Ma già prima dei selfie sono arrivati i fashion blog. Dove invece di raccontare i fatti propri si raccontava il proprio guardaroba, mettendoselo addosso e fotografandosi. Modelle per un giorno tutti i giorni. E prima della magica funzione che sposta il mirino della fotocamera senza che si debba cambiare la posizione del telefono, modelle con un’amica o amico che si prestava (e sapeva) fare la foto.

Un bel tailleur. Di Bottega Veneta. Non voglio neanche pensare a quanto costa!

E tornando alla moda, che amo molto come sanno quelli che mi seguono su Twitter, dove da ciabattinassx divento @soprabito (il soprabito preesiste la ciabattinasx, e per quanto questo ultimo nome mi piaccia tantissimo, @soprabito ormai me lo sentivo cucito addosso), i fashion blog prima e i selfie ora stanno trasformando il modo in cui la moda si presenta al pubblico. Le fashion blogger più abili, seguite e accreditate, The blonde salad in testa, sono invitate alle sfilate, blandite da stilisti vecchi e nuovi, raccontate nella pagine delle riviste. Ci abbiamo guadagnato in fantasia per chi inventa e propone, e in disinvoltura per chi acquista e indossa. Voglio dire, vi ricordate i tempi in cui se eran di moda i pantaloni a zampa di elefante non c’era modo di trovarne un paio dritti neanche a pagarli oro, o se le gonne dovevano essere lunghe non se ne trovavano di corte neanche a morire? Non dico che quei tempi siano finiti grazie ai fashion blog. Sono finiti prima e per ragioni commerciali e di business. Ma lo scambio tra gli uffici algidi degli stilisti e l’ingegnosità della gente comune, oltre al coraggio di ragazzine che, nonostante qualche difetto fisico, fanno vedere come si son vestite stamattina a chiunque passi dal web, quello scambio ha fatto del bene a tutti.

E dunque viva la democratizzazione che i social media stanno imponendo al mondo! Lo so, stiamo parlando del mondo effimero della moda e non di diritti umani o altre cose sostanziali. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare…

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s